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SUL LUOGO DELL’APOCALISSE

Il 6 febbraio scorso un terribile terremoto sconvolgeva una vasta area di confine tra Turchia e Siria, proprio là dove Joy for Children opera dal 2017.

Dopo lo shock iniziale e in tempi rapidissimi abbiamo fatto partire gli aiuti per la popolazione di Kilis, con la distribuzione di cibo in diversi punti della città e l’allestimento di una grande tenda che accoglie quasi 60 persone, grazie anche alla collaborazione con Salaheddini Eyyubi e Fondazione Francesca Rava.

Con altrettanta prontezza abbiamo organizzato una missione straordinaria per raggiungere le zone terremotate e portare conforto alle famiglie e ai bambini che seguiamo da anni.

Durante la missione abbiamo verificato le condizioni di Kilis che, grazie al Cielo, è stata risparmiata da quella distruzione che, invece, ha toccato le città vicine. E dalle macerie di quelle città arrivano a Kilis, ogni giorno, migliaia di sfollati che vanno ad aggravare la miseria di una popolazione composta per lo più da rifugiati.

Dopo ciò che le tv di tutto il mondo avevano impresso nella nostra mente, le notizie della tragedia e i video sempre più strazianti dei ritrovamenti da parte dei soccorritori, è stato ancor più emozionante riabbracciare i nostri bambini, ritrovarli in salute, sorridenti e sereni. Molti di loro ci hanno confessato di avere avuto la certezza di morire, quella notte tremenda; nemmeno in Siria, sotto i bombardamenti, avevano provato tanto terrore. Le bombe, dicono, arrivavano da altri esseri umani, e in qualche modo questo dava loro un senso di “pianificazione e di controllo”. Il terremoto, invece, con la sua potenza, la sua durata e i suoi effetti, ha aperto un cratere di angoscia in tutta la popolazione. La natura è imprevedibile e perciò più spaventosa.

La scossa di terremoto di lunedì 20 febbraio ha scatenato il panico e riaperto una ferita profonda nella mente delle persone, soprattutto dei bambini che non vogliono più tornare a dormire nelle case.

Anche noi eravamo là e abbiamo provato sulla nostra pelle lo sgomento che blocca le gambe e il senso di totale impotenza che gela il cuore. Mentre cercavamo di mantenere il controllo, per le strade il mondo è impazzito di nuovo, la gente si gettava fuori dalle case urlando e piangendo, in pochi istanti i viali e le piazze si sono riempiti di migliaia di persone che in ciabatte e con una coperta sulle spalle, gli occhi sbarrati pieni di lacrime, cercavano un barlume di sicurezza nella compagnia degli altri.

In questi giorni di visite e di lavoro abbiamo incontrato tantissime anime disperate ed è stata dura anche per noi condividere la loro inquietudine, ma la sofferenza si supera con la reazione, l’operatività a favore degli altri.

“Mi sento felice di parlare con voi, siete persone meravigliose che sentono il dolore degli altri” ci ha detto una mamma rifugiata.

I piccoli, grandi gesti di generosità che abbiamo ricevuto in questi giorni ci permettono di continuare ad offrire cibo e coperte a Kilis e nelle città disintegrate di Islahiye e Nurdagi, ma soprattutto sono la testimonianza viva, vibrante e purissima dell’amore che sorregge.

Per questo siamo andati a Kilis, per questo restiamo accanto a loro, ancora più di prima, distribuendo buoni spesa, pacchi alimentari, coperte, tappeti, materassi.

Laggiù non è solo l’emergenza del terremoto da fronteggiare, bensì è l’emergenza dell’abbandono, della dimenticanza.

Anche se i riflettori si spegneranno, Joy resterà.

E loro lo sanno.

Se vuoi aiutarci a sostenere la popolazione colpita dal terremoto:

Puoi fare una donazione liberale con CARTA DI CREDITO o PAYPAL cliccando questo link:

https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=TFXXC7QFM495U

CON BONIFICO BANCARIO ALLE SEGUENTI COORDINATE:

JOY FOR CHILDREN

IBAN IT20J0891382210000000400745

con la causale: “Donazione per terremoto Kilis” o “Donazione liberale”