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Cosa possiamo fare? [Cammino con Joy]

Alle porte del nostro Paese si è scatenato l’inferno e le immagini che rimbalzano ovunque richiamano tristemente alla memoria gli orrori che hanno devastato il mondo in tempi remoti e quelli che purtroppo sono ancora in atto, ma che non fanno più notizia.

Per reagire al senso di impotenza che dilaga e tende ad annichilire le coscienze, vi portiamo a Kilis, confine turco-siriano, dove da anni vivono migliaia di bambini fuggiti alla guerra in Siria, per raccontarvi una storia a lieto fine.Si sa, in Siria si continua a bombardare, a distruggere e uccidere, dalla Siria si scappa oggi come dieci anni fa, pagando cifre impossibili a trafficanti senza scrupoli o rischiando la pelle attraversando campi minati e scavalcando muri. Chi riesce a mettersi in salvo oltre il confine, spesso si ferma in queste cittadine di frontiera, luoghi già poveri e resi ancor più miserabili dalla presenza dei profughi che per vivere si accontentano di stanze o garage senza porte e finestre.

A Kilis, in una casupola dove per riscaldarsi dal freddo si bruciano vecchi tappeti, vive una famiglia di 7 persone: cinque figli, una mamma e un papà. Il papà fa il cameriere (ovvero lo sguattero) in un locale del centro, la mamma non trova lavoro. Quattro dei cinque figli hanno ereditato dal padre la sindattilia, una malformazione alle mani che nei più piccoli è particolarmente accentuata e grave, con le falangi che si sono fuse a formare un unico dito. Quando sei povero, profugo di un Paese che nemmeno riconosce la dignità del suo popolo, senza documenti, costretto a restare in una città rurale con una deformazione che ti impedisce di vivere normalmente e che probabilmente ti impedirà anche di lavorare… la prospettiva per un bambino diventa terribile.Almeno fino a quando nella tua vita succede qualcosa di miracoloso… 

Come è stato per Duaa, Rajab, Rim e Abeer che ad un certo punto  hanno visto entrare nella loro casa alcune persone mai viste prima: i volontari in missione di Joy! All’inizio la diffidenza, la vergogna e la paura hanno oscurato i loro volti, poi piano piano si sono lasciati andare a sorrisi buffi e rilassati. Joy for Children ha incontrato questi bambini, rassegnati e chiusi nella loro disgrazia, e si è messa subito all’opera perchè i quattro fratellini possano guardare avanti con fiducia e speranza.

Oggi Duaa, Rajab, Rim e Abeer, dopo le radiografie e la visita di controllo con l’ortopedico, stanno aspettando di essere operati e di vedere le loro mani finalmente aperte verso il domani!Ma Joy for Children non riesce a fare tutto da sola, perciò ci auguriamo che vogliate aiutarci a sostenere le spese mediche di questi fratellini, anche per vincere l’angoscia di questi giorni in cui ci si domanda: “Ma cosa posso fare, io?”. La risposta ve la diamo noi: si può stare accanto ai bambini vittime di guerra anche quando i riflettori si spengono e loro sopravvivono in qualche angolo dimenticato del mondo.  E starete bene, ve lo garantiamo! Vi scoprirete riconciliati con la vostra anima, perchè avrete la consapevolezza di essere entrati concretamente nella vita di chi ha sofferto tanto e che sta ritrovando la gioia grazie al vostro interesse e al vostro affetto! 


Per aiutare Duaa, Rajab, Rim e Abeer, potete fare una donazione liberale con CARTA DI CREDITO o PAYPAL attraverso questo link “DONAZIONE o tramite bonifico bancario:

IBAN IT20J0891382210000000400745 con la causale: “cammino con Joy”.

Sarà nostra cura aggiornarvi in tempo reale sull’iter delle operazioni e sullo stato di salute dei fratellini! 


“Quando cado nella disperazione ricordo a me stesso che in tutta la storia la verità e l’amore hanno sempre vinto”.

Mahatma Gandhi 

 

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